«Potenza impegnata», «eccedenza di potenza», «quota fissa di potenza» — compaiono ogni mese su migliaia di bollette di PMI venete. Eppure pochissimi titolari sanno cosa significano e se stanno pagando il giusto.
Cos'è la potenza impegnata
La potenza impegnata è il valore massimo di potenza elettrica — espresso in kilowatt (kW) — che hai dichiarato di voler prelevare dalla rete nel tuo contratto di fornitura. È importante capire la differenza tra potenza e consumo: il consumo (kWh) misura quanta energia usi nel tempo; la potenza (kW) misura l'intensità del prelievo in un dato istante. È la differenza tra la sezione di un tubo (la potenza) e la quantità d'acqua che ci passa (il consumo). La potenza impegnata determina una parte della tua bolletta che paghi ogni mese indipendentemente da quanto consumi — la cosiddetta quota fissa. È come pagare un canone mensile per avere a disposizione una certa «capacità» di rete.
Come appare in bolletta
In bolletta trovi tipicamente queste voci legate alla potenza: «Quota fissa di potenza»: l'importo mensile proporzionale alla potenza impegnata contrattuale. Più è alta la potenza dichiarata, più è alto questo importo — indipendentemente dall'uso reale. «Quota energia»: la parte variabile legata ai kWh effettivamente consumati. «Eccedenza di potenza»: compare quando i tuoi prelievi istantanei superano la potenza contrattuale. Viene fatturata a tariffe penalizzanti, spesso significativamente più alte della tariffa ordinaria.
Come si verifica se è adeguata
Il metodo più preciso è analizzare la curva di carico registrata dal contatore 2G (seconda generazione) installato nel tuo punto di prelievo. Questi contatori registrano i dati di potenza ogni quarto d'ora, 24 ore su 24. Richiedendo l'accesso ai dati — tramite il portale del tuo distributore locale o tramite un'analisi con TAK — si vede con precisione: - il picco massimo di potenza raggiunto nei 12 mesi; - la frequenza con cui ti avvicini o superi il limite contrattuale; - se esistono penali da eccedenza già fatturate. In alternativa, una stima manuale si può fare sommando la potenza nominale di tutti gli apparecchi che potrebbero essere accesi contemporaneamente nella tua attività — ma è meno precisa e non considera i profili di utilizzo reali.
Quanto costa avere la potenza sbagliata
[DA VALIDARE] A titolo illustrativo: un'impresa con 50 kW di potenza contrattuale che utilizza in media 30 kW paga mensilmente una quota fissa su 20 kW di «capacità» mai usata. Su base annua, con le tariffe di rete vigenti, questa differenza può rappresentare alcune centinaia di euro — talvolta oltre il migliaio — di costi fissi non necessari. All'opposto, un'impresa con 20 kW contrattuale che occasionalmente tocca i 25 kW di picco si ritrova in bolletta voci di eccedenza di potenza che possono essere significative, soprattutto se i picchi sono frequenti.
Come si cambia la potenza impegnata
La richiesta di modifica della potenza impegnata si presenta al distributore di rete locale (ad esempio E-Distribuzione nella maggior parte del Veneto) — non al fornitore commerciale con cui hai stipulato il contratto di fornitura. Questi sono due soggetti distinti con ruoli diversi. I tempi per la variazione sono generalmente di alcune settimane, variabili in base al distributore e alla complessità tecnica della variazione richiesta. La variazione è reversibile: se successivamente le esigenze cambiano, è possibile richiedere un'ulteriore modifica.
La modifica della potenza impegnata si chiede al distributore locale (es. E-Distribuzione), non al tuo fornitore commerciale.
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